Compositori
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Carlo Caproli

Voce
Soprano
Arie
per popolarità
Navicella ch'a bel vento
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Carlo Caproli (Roma, 1614 – Roma, 1668) è stato un violinista e compositore italiano, tra i più importanti compositori di cantate italiane del Seicento.
Figlio di Mario Caproli, «erbarolo» originario di Poli ma residente a Roma nei pressi di piazza Navona, Carlo Caproli è menzionato come musicista, per la prima volta, nel 1635, come ‘Carlo del Violino’ che suonò in occasione della rappresentazione dell'opera Santa Teodora nel teatro della famiglia Barberini. Dal 1638 al 1643 fu incaricato come maestro di cappella di organizzare e dirigere la musica per la festa di san Girolamo nella chiesa di S. Girolamo degli Schiavoni (oggi dei Croati). Tra il 1644 e il 1646 fu organista a S. Apollinare, chiesa annessa al Collegio Germanico di Roma. Il 15 novembre 1644 divenne 'aiutante di camera' del cardinale Camillo Pamphili, nipote di Innocenzo X, lasciando questo posto nell'aprile 1647. Dal 1649 al 1653 compare nelle liste dei pagamenti di S. Luigi dei Francesi come violinista per la musica in occasione della festa del santo titolare della chiesa. Nel novembre 1653 lasciò Roma per recarsi a Parigi con la moglie Vittoria Martellini, ottima cantante e imparentata con lo stampatore di musica Vitale Mascardi, anch'egli romano.
A Parigi, Carlo Caproli compose Le nozze di Peleo e di Theti, su libretto di Francesco Buti che fu rappresentata almeno nove volte al Palazzo Borbone di Parigi, tra aprile e maggio 1654. L'opera - la cui musica è perduta - ebbe un'accoglienza più che favorevole. Caproli ricevette da Luigi XIV il titolo di maître de la musique du cabinet du Roy, con tutti i privilegi che ne conseguivano; lo stesso giovane re, ottimo danzatore, partecipò personalmente ai balletti che seguivano ogni scena dell'opera.
Nel 1655 Caproli rientrò a Roma, dove riprese a organizzare le musiche per la festa di S. Girolamo degli Schiavoni. Reputato come uno dei migliori violinisti della città, fu ingaggiato da molti maestri di cappella per suonare in varie occasioni, specialmente a S. Luigi dei Francesi, dove fu attivo regolarmente fino al 1665, a S. Maria Maggiore e ai Vespri della Natività della Beata Vergine (8 settembre) a S. Maria del Popolo, patrocinati dal cardinale Flavio Chigi, dal 1655 al 1667. Nel 1665 fu nominato "guardiano" degli strumentisti della Congregazione dei Musici di Roma. Prestò il suo organo portatile per la musica eseguita il 22 novembre dello stesso anno per la festa di S. Cecilia. Dal 1658 al 1667 prese parte come violinista agli oratori eseguiti nei venerdì di quaresima al Ss. Crocifisso di S. Marcello. Suoi oratori (perduti) vennero eseguiti al Ss. Crocifisso nel 1650, 1665, 1667 e nel 1673, quando era ormai morto da cinque anni. Nel 1667 pose in musica una cantata su versi di Giovanni Lotti per il cardinale Antonio Barberini (anch'essa perduta) e di nuovo prese parte ai vespri dell'8 settembre a S. Maria del Popolo. Il 1º gennaio 1668 scrisse di suo pugno un testamento, che venne poi aperto il 20 dicembre 1668, probabilmente pochi giorni dopo la sua morte. Notizie riferite a Carlo Caproli dopo il 1668, sono invece da riferire al violinista Carlo Mannelli (1640-1697), noto anch'egli col soprannome di Carlo del Violino.
Caproli fu un autore particolarmente importante e prolifico di cantate e arie da camera Le cantate si presentano articolate in varie successioni di arie e recitativ, talvolta chiusi da cavate in stile arioso. I duetti sono più spesso costituiti da 'arie brevi'.