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Giovanni Legrenzi

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Sacred songs
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per alfabeto
Acclamationi divote, Op.1018 Sonatas, Op.2 (18 Sonate, Op.2)Mottetti a 2 vociSentimenti devoti, Op.6Sonata a 4, Op.11 No.18Motets (Mottetti)Salmi, Op.5Sonata a 4, Op.11 No.13O vere et care Jesu (O vere et cura Jesu)La divisione del mondoSonata a 4, Op.11 No.14Trio Sonata, Op.18 No.4Cadite montes percute caelum16 Sonatas, Op.830 Trio Sonatas, Op.4Cantate e canzonette, Op.12Compiete con le lettanie & antifone, Op.7Harmonia d'affetti devoti, Op.3Idee armoniche estese, Op.13La cetra, Op.11La Vendita del coreRadamisto, PR.18Sacri e festivi concenti, Op.9Sonata à 5, Op.8 No.11 'La Fugazza'Sonata à 5, Op.8 No.12 'La Marinona'Trio Sonata 'La Cornara'
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Giovanni Legrenzi (Clusone, 1626 – Venezia, 27 maggio 1690) è stato un compositore e organista italiano dell'epoca barocca. Fu uno dei più importanti compositori a Venezia nel tardo XVII secolo ed ebbe un ruolo di primo piano nello sviluppo del linguaggio musicale barocco nell'Italia settentrionale.
Legrenzi nacque a Clusone, in provincia di Bergamo, dove fu battezzato il 12 agosto 1626 e ricevette i primi insegnamenti musicali nella sua città natale, prima dal padre, Giovanni Maria, e poi, fra il 1639 e il 1643, dall'Accademia Mariana di Bergamo, istituzione in cui gli avviati al sacerdozio dovevano affrontare anche rigorosi studi musicali.
Fu organista con Maurizio Cazzati nella Basilica di Santa Maria Maggiore dal 30 agosto 1645 all'ottobre 1656. Nel novembre dello stesso anno accettò un impiego a Ferrara, dal marchese Ippolito Bentivoglio, padre della poetessa Calcagni Matilde come maestro di cappella dell'Accademia dello Spirito Santo, che mantenne fino al gennaio 1665.
Rifiutata l'offerta di ritornare a lavorare in Santa Maria Maggiore a Bergamo, nel 1669 si candidò al posto di maestro di cappella al Duomo di Milano, come successore di Michelangelo Grancini. Ottenuti nel giudizio del 29 novembre 1669 lo stesso numero di voti di Giovanni Antonio Grossi, Legrenzi fu invitato a sottoporsi a un secondo concorso, ma preferì ritirarsi.
Tra il 1670 e il 1676 Legrenzi operò a Venezia come maestro di musica presso la chiesa di Santa Maria dei Derelitti nota più comunemente come Chiesa dell'Ospedaletto. Oltre all'insegnamento della musica alle "putte" dell'ospedale veneziano Legrenzi svolse un'intensa attività di maestro di cappella e compositore a beneficio di questa istituzione.
A partire dal 1671 Legrenzi era stato nominato anche maestro di coro della locale congregazione dei filippini, i quali dal 1667 avevano avviato una regolare attività musicale legata alle riunioni oratoriali presso la chiesa di Santa Maria della Fava. Per questa modesta, ma rinomata, attività musicale Legrenzi compose ben undici oratori.
Il 30 aprile 1676 Legrenzi tentò di ottenere il posto di maestro di cappella in San Marco, ma per un solo voto gli fu preferito Natale Monferrato; il 7 luglio fu tuttavia nominato maestro di coro all'ospedale dei Mendicanti, e succedette poi a Monferrato come maestro di cappella di tale istituzione il 26 gennaio 1683. L'insuccesso del 1676, tuttavia, non pregiudicò la carriera di Legrenzi in San Marco; il 5 gennaio 1683 egli divenne infatti vicemaestro della cappella marciana e soltanto due anni dopo, il 23 aprile 1685, fu nominato maestro della prestigiosa istituzione e mantenne l'incarico fino alla morte. Sotto la sua direzione l'organico stabile della cappella di San Marco raggiunse il massimo della consistenza, fino a comprendere 36 cantanti e 34 strumentisti.
Ammalatosi gravemente nel 1687, Legrenzi si spense a Venezia il 27 maggio 1690 e venne seppellito in Santa Maria della Fava. Tra i suoi studenti figurano i nomi di Francesco Gasparini, Giovanni Varischino, Giovanni Sebenico e Tomaso Albinoni.