Compositori
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Giuseppe Valentini

Violino
String ensemble
Flauto dolce
Oboe
Violoncello
Corno
Orchestra
Flauti
Concerto
Sonata
Piece
Sinfonia
Concerti grossi
Fantasia
per popolarità

#

12 Allettamenti da Camera, Op.812 Concerti Grossi, Op.712 Fantasias, Op.312 Sinfonias, Op.1 (12 Sinfonie, Op.1)12 Trio Sonatas, Op.5 (12 Trio Sonate, Op.5)7 Bizzarrie per Camera, Op.27 Concerti7 Idee per Camera, Op.4

A

Allettamento in A-flat major, Op.8 No.8Allettamento in B minor, Op.8 No.2Allettamento in E major, Op.8 No.10

C

Concerto for 2 Violins in A major (Concerto per 2 violini in la maggiore)Concerto for 2 Violins in D majorConcerto for 2 Violins in G major (Concerto per 2 violini in sol maggiore)Concerto for Oboe and Violin in D major (Concerto per oboe e violino in re maggiore)Concerto in D major

O

Oboe Concerto in C major, Roger1716.3 (Concerto per oboe in do maggiore, Roger1716.3)Oboe Concerto in C major, Roger1716.4 (Concerto per oboe in do maggiore, Roger1716.4)

R

Recorder Sonata in C majorRecorder Sonata in F major, IGV 15Recorder Sonata in F major, IGV 16Recorder Sonata in F major, IGV 17

S

Sinfonia in D minor (Sinfonia in re minore)

T

Trio Sonata in D major (Trio Sonata in re maggiore)

V

Violin Sonata in A major 'La Montanari'Violin Sonata in A minor
Wikipedia
Giuseppe Valentini (Firenze, 14 dicembre 1681 – Roma, 1753) è stato un compositore, violinista e poeta italiano.
Spesso gli studiosi del passato hanno ipotizzato un suo discepolato sotto la guida di Antonio Veracini a Firenze o di Arcangelo Corelli a Roma, ma in realtà è lo stesso compositore che si qualifica in un suo sonetto come allievo di Giovanni Bononcini. Già dal 1692 lo si trova a Roma, al servizio di Lorenzo Colonna e nel 1694, a soli tredici anni d'età, è segretario della Congregazione dei Musici di Santa Cecilia.
Nel 1701, pubblica a Roma la sua prima opera, XII Sinfonie, A tre, cioè due Violini e Violoncello, col Basso per l'Organo, dedicandola a Giovanni Giorgio Costaguti, Marchese di Sipicciano. Nel 1703, vedono la luce le Bizzarrie per Camera, opera II, dedicate a Carlo Francesco Spinelli, principe di Tarsia.
Ad un periodo di poco successivo al 1702 risale una circostanza riferita dal violinista e compositore Francesco Geminiani al musicologo Charles Burney. Ricorda il Geminiani che Arcangelo Corelli, la cui stella era ormai in declino, era rimasto mortificato dal minore successo ottenuto a Roma dalle sue esibizioni, mentre le esecuzioni di Valentini, per quanto infinitamente inferiori, e lo stile delle sue composizioni, riscuotevano un crescente apprezzamento; questo cambiamento dei gusti del pubblico aveva gettato Corelli in uno stato di prostrazione che l'aveva accompagnato fino alla morte. Difatti, in questi primi anni del secolo l'attività compositiva di Valentini ha un grande successo. Nel 1705, egli compone tre oratori, La superbia punita in Absalone, su libretto di Carlo Uslenghi, Sant'Alessio e Santa Caterina da Siena, su libretto di Angelo Donato Rossi, amico del compositore. Nel giro di un solo anno, dal 1706 al 1707, vanno in stampa ben tre opere strumentali: le Fantasie musicali a tre op. III, le Idee per camera opera IV, dedicate a D. Giuseppe Garzia del Pino, Segretario della Nazione Spagnola, e le Villeggiature armoniche a tre op.V (quest'ultima raccolta ci è giunta solamente attraverso le ristampe di Roger ad Amsterdam e di Le Clerc a Parigi). Nel 1708, dà la luce ad una raccolta dei propri componimenti poetici: le Rime, dedicate a Diego Antonio Diodato Cornavaglia. Con l'introduzione del celebre “preilluminista” Paolo Rolli, vi appaiono anche diversi sonetti “di alcuni Eruditi Ingegni diretti all'Autore”: tutti Accademici Infecondi ed Arcadi. C'è di che ipotizzare che anche il Valentini fosse un Infecondo ed in seguito all'ammissione dei primi musicisti in Arcadia nel 1706 (Arcangelo Corelli, Bernardo Pasquini ed Alessandro Scarlatti, quest'ultimo “professore anche di poesia”) cercasse contatti con l'Arcadia grazie ai suoi meriti di musicista ma anche di poeta. In ogni caso, in data imprecisata diviene maestro di cappella del Bosco Parrasio. Il 1710 vede l'uscita dei Concerti grossi op. VII, dedicati ai Principi di Caserta Michelangelo Caetani e Anna Maria Strozzi, al servizio dei quali si definisce nel frontespizio “Suonator di Violino, e Compositore di Musica”. Intanto, ad Amsterdam, Estienne Roger ripubblica su lastra di rame l'opera I. Sempre a partire dal 1710, Valentini suona regolarmente a S. Luigi dei Francesi e, dall'anno successivo, a San Giacomo degli Spagnoli. Vi entra come violino di ripieno, ma nel corso degli anni raggiungerà ruoli di concertino, talvolta con annesso il compito di compositore dei brani strumentali. Al 1714 e 1715 risalgono le uniche opere composte da Valentini: rispettivamente, il I atto de La finta rapita e la Costanza in amore, interamente composta da lui, entrambe rappresentate nel teatro del Principe di Caserta a Cisterna. Ancora nel 1714 dà alle stampe gli Allettamenti per camera a violino, e violoncello, o cembalo, op. VIII, dedicati a Decio degli Onofri, patrizio di Foligno, suo allievo per il violino. Tra il 1715 ed il 1725, l'editore Roger ripubblica l'intera serie delle opere strumentali già apparsa in caratteri mobili; ovviamente, la popolarità cresce, soprattutto fuori da Roma e dall'Italia. Suoi brani appaiono infatti in raccolte di vari autori, accanto ai più celebri musicisti italiani, quali Corelli, Benedetto Marcello, Antonio Vivaldi, Francesco Maria Veracini, Tommaso Albinoni e non mancano neppure arrangiamenti di suoi lavori ad opera di altri compositori, come nel caso degli Allettamenti per camera (op. 8) contenuto nel primo volume delle Dodici sonate per violino (1720) di Henry Eccles. Tuttavia, anche a Roma vi è forse una ricaduta di prestigio, tanto che nel 1720 è proposto al ruolo di Coadiutore del maestro di cappella di San Giacomo degli Spagnoli e viene altresì nominato maestro di cappella a San Giovanni dei Fiorentini, posto che manterrà fino alla morte. Nel 1724, Le Cène pubblica ad Amsterdam i X Concerti grossi op. IX, in un'edizione stranamente priva di dedicatario. È l'ultima opera a stampa di Valentini, che in questi anni si dedica intensamente anche alla musica vocale, componendo cantate spirituali ed oratori, in particolare per il Collegio Nazareno. Dal 1727 risulta maestro di cappella di Santa Maria Maddalena (fino al 1750) e dal 1737 anche alla Cappella Paolina in Santa Maria Maggiore, fino al 1752. A partire da questo momento, nonostante l'attività di maestro di cappella nelle varie chiese che abbiamo citato, abbiamo notizie sempre più rarefatte di sue nuove composizioni; si tratta sempre di cantate a due o tre voci, di argomento spirituale, di cui la musica è perduta. In particolare, dal 1733 alla morte, che lo colse nel 1753, i documenti trovati fino ad oggi parlano di due sole nuove composizioni, due cantate composte per il Collegio Nazareno nel 1746 e 1747.
Come già detto, l'attività di Valentini ha lasciato tracce soprattutto a Roma: l'Archivio degli Scolopi, conservato nelle Scuole Pie di San Pantaleo, è l'istituzione che possiede la maggior quantità di copie manoscritte di sue opere, e altri esemplari manoscritti si trovano nell'Archivio di Santa Maria Maggiore, e all'Accademia Filarmonica. Il suo buon rapporto con gli editori (anche con gli internazionali Walsh, Le Clerc, Roger & Le Cène), in un periodo in cui l'editoria musicale raggiungeva nuovi standard e nuovo pubblico, ha comunque permesso alle sue opere di ottenere una circolazione considerevole: edizioni a stampa di sue composizioni sono sparse in tutta Europa. Una fortuna che ha favorito il movimento anche delle copie manoscritte, anch'esse presenti in gran parte d'Europa. Un suo presunto autografo è infatti segnalato alla Sächsische Landesbibliothek/Staats- und Universitätsbibliothek (SLUB) di Dresda. La pluralità di edizioni stampate ha qualche volta portato a problematiche sovrapposizioni dei numeri d'opera e, in parallelo, anche a una gran varietà di titoli assegnati alla stessa composizione. Gli studi per un catalogo tematico delle opere di Valentini, capace di fare chiarezza, sono iniziati nel 1995.
Oltre all'Archivio degli Scolopi, copie manoscritte di composizioni di Valentini si conservano in poche istituzioni italiane (la Biblioteca Palatina di Parma, in una miscellanea tardo settecentesca di Sinfonie di Varj Autori, possiede alcune sue sonate per flauto, e il Conservatorio di Firenze ha un Allettamento per camera, op. 1 n. 5), ma in moltissime straniere. Secondo il Répertoire internationale de sources musicales ci sono:
e copie singole si trovano a Vienna (è segnalata una sua cantata Nell'amoroso foco alla Gesellschaft der Musikfreunde); in Svizzera, nella Musikbibliothek di Einsiedeln e nel Benediktinerkloster di Engelberg; in Svezia, nella Stifts- och landsbiblioteket di Skara, e nella Musik- och teaterbiblioteket di Stoccolma; nell'Università di Cambridge e nell'Arquivo da Fabrica da Sé Patriarcal di Lisbona.
La produzione di Valentini ci è giunta soprattutto grazie alle edizioni coeve, opera di editori soprattutto olandesi, ma anche parigini, londinesi, bolognesi e romani. È ancora l'Archivio degli Scolopi a possedere il maggior numero di stampe di opere di Valentini, ma grandi collezioni sono anche a
All'estero si contano:
seguono:
Le opere di Valentini sono state spesso rieditate nel corso dell'Ottocento e del Novecento.
Il 17 e 18 luglio 2000, il pianista Bruno Canino e il violoncellista Anndrea Noferini hanno registrato una compilation di sonate per violoncello settecentesche presso il Conservatorio «Bruno Maderna» di Cesena, pubblicata dalla casa discografica bolognese Bongiovanni. La compilation contiene anche la Sonata 10 di Valentini.