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Marcabruno

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Dirai vos senes duptansa (Raccontaci la tua sene duptansa)L’autrier iust’una sebissa (L'autrier iust'una sebissa)
Wikipedia
Marcabruno (in provenzale Marcabru(n), marˈkaβɾy; ... – ...) è stato un trovatore occitano originario della Guascogna (forse di Auvillar), di cui ci rimangono 43 componimenti a carattere principalmente satirico, scritti tra il 1130 e il 1150.
Le informazioni biografiche che abbiamo di lui sono attinte da due vidas accluse ai suoi componimenti e raccontano storie diverse, poco attendibili, in quanto entrambe elaborate, evidentemente, su riferimenti contenuti nelle sue poesie". Secondo una delle sue vidas Marcabru fu "figlio di una donna povera di nome Marcabruna, fece cattive poesie e cattive satire, parlando male delle donne e dell'amore".
L'altra sua biografia ci racconta che Marcabru venne abbandonato alla porta di un uomo ricco, e nessuno seppe la sua origine. Allevato da Aldric del Vilar ed educato alla poesia da Cercamon, venne prima chiamato con il nomignolo di Pan-perdut e poi Marcabru dal nome di sua madre. Diventato famoso, i signori di Guascogna, contro i quali aveva dette molte cose cattive, alla fine lo giustiziarono. Come sempre, il tutto tende a basarsi su congetture e sul contenuto ricavato dai testi poetici (uno scambio tra Aldric del Vilar e Marcabru, il cui sodalizio viene messo in dubbio dagli studiosi moderni).
Marcabru appartiene alla prima generazione di trovatori, e visse tra la Provenza e la penisola iberica, sotto la protezione di vari signori, tra i quali Guglielmo X di Aquitania e, probabilmente, Alfonso VII di Castiglia. Sembra che Marcabru avesse viaggiato per la Spagna al seguito di Alfonso Giordano, conte di Tolosa (1120-1130). Nel decennio successivo lo troviamo a svolgere il ruolo di propagandista per la Reconquista. Nel suo famoso componimento, con l'incipit in lingua latina Pax in nomine Domini!, egli definisce la Spagna lavador (lavatore) laddove i cavalieri andrebbero a mondarsi l'anima combattendo gli infedeli.
A Marcabru vengono attribuite 45 poesie, erudite, spesso difficili, talvolta oscene, dove impiega un linguaggio spesso criptico e una tecnica formale molto elaborata, resa ancora più intricata dall'utilizzo di metafore complesse e rime rare, sfruttando appieno le risorse prosodiche offerte dall'occitano. Con le sue opere la lirica provenzale inaugura l'oscuro stile del trobar clus. Moralista rigido e severo riprensore di costumi, nei sirventesi celebri, come quello cosiddetto del Lavador, Marcabru rivela una tempra di poeta energico e originale.I suoi componimenti, così sovente caratterizzati da un aspro spirito polemico e moraleggiante e da un'estrema varietà del lessico, di soluzioni sintattiche, strofiche e metriche, esercitarono un notevole influsso sui trovatori successivi.
A quanto pare, la sua vena moralizzatrice, misantropa, oltre che misogina, gli ha procurato sia fautori che avversari (i quali alla fine hanno potuto decidere di eliminarlo). I suoi componimenti, o sirventes, denunciano sovente la lascivia delle donne e mostrano una critica spietata dell'amore cortese. Marcabru, in effetti, predilige la gente umile a cui concede volentieri la parola.
Il suo carattere "difficile" lo possiamo capire da quello che scrive in versi
«Marcabruns lo fills na Brunafo engendraz en tal lunaqu’el saup d’amor cum degruna! – Escoutatz! –que anc non amet negunane d’autra no fo amatz.»
«Macabruno, figlio di Donna Brunalo generò in tale lunache sa d'amor com' si frantuma.Ascoltate!Giammai amò nessuna,né un'altra mai l'amò.»
Autore della più antica pastorela mai attestata, L'autrier, jost'una sebissa, Marcabru con questo nuovo genere pone in rilievo la futilità della lussuria, dove la tematica è quella dalla pastorella che osteggia le avances dell'interlocutore, oppure quella della donna che, avendo il marito alle crociate, respinge fermamente i tentativi del seduttore. Di Marcabru ci resta la più antica tenzone provenzale pervenutaci (1133 ca), in cui l'autore discute con Uc Catola, un altro poeta dell'epoca, sulla natura dell'amore e il declino del comportamento cortese.
Ci sono pervenute anche quattro melodie monofoniche della poesia di Marcabru; inoltre, possono essergli attribuite tre melodie di testi poetici, forse dei contrafacta della sua opera.
Esiste un altro Marcabru o Marchabru (fl. 1260-1299) trovatore, attivo in Italia, ma posteriore di quasi un secolo e mezzo, di cui si conserva in un manoscritto una cobla (Be for'ab lui aunit lo ric barnatge), databile non prima del 1272.
«Marcabrus si fo gitatz a la porta d’un ric home, ni anc non saup hom qui·l fo ni don. E·n Aldrics del Vilar fetz lo norrir. Apres estet tant ab un trobador que avia nom Cercamon qu’el comensset a trobar. Et adoncs el avia nom Pan-Perdut, mas d’aqui enan ac nom Marcabrun. Et en aqel temps non appellava hom cansson, mas tot quant hom cantava eron vers. E fo mout cridatz et ausitz pel mon, e doptatz per sa lenga, car el fo tant mal dizens que a la fin lo desfeiron li castellan de Guiana de cui avia dich mout gran mal.»
«Marcabruno venne lasciato alla porta di uomo ricco, e non si seppe né chi era né da dove venisse. Aldric del Vilar lo fece nutrire. Poi soggiornò per un po' presso un trovatore che si chiamava Cercamon; ed è qui che iniziò a comporre e, sebbene il suo nome fosse Panperduto, d'ora in poi fu chiamato Marcabruno. Era il tempo in cui tutto quello che si cantava si diceva ancora vers, non ancora canso. Fu molto conosciuto e ascoltato per il mondo, ma anche a causa della sua schiettezza, poiché aveva una lingua sempre pronta, alla fine i castigliani di Guion lo accopparono perché aveva detto ciò che in male pensava di loro.»
Vita in K
«Marcabruns si fo de Gascoingna, fils d’una paubra femna que ac nom Marcabruna, si come el dis en son chantar:
          Marcabruns lo fills na Bruna           fo engendraz en tal luna           qu’el saup d’amor cum degruna           – Escoutatz! –           que anc non amet neguna           ne d’autra no fo amatz.
Trobaire fo dels premiers c’om se recort. De caitivetz vers e de caitivetz serventes fez e dis mal de las femnas e d’amor.»
«Marcabruno fu guascone, figlio di una povera donna di nome Marcabruna, sì come lui dice nel suo canto:
          Marcabruno il figlio di donna Bruna           fu generato in tale luna           che sa d'amor com' si frantuma           – Ascoltate! –           Giammai amò nessuna           né un'altra mai l'amò.
Con Marcabruno si ha il primo trovatore che mai si ricordi. Fece cattivi vers e cattivi serventes e disse male delle donne e dell'amore.»