Compositori
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Severo Bonini

Voce
Soprano
Tenore
Mottetto
Musica sacra
Antifona
Sacred songs
Canzone
per popolarità
Motets, Op.3 (Mottetti, Op.3)O quam suavis est Domine spiritus tuusSurge amica mea
Wikipedia
Severo Bonini (Firenze, 23 dicembre 1582 – Firenze, 5 dicembre 1663) è stato un compositore e organista italiano.
Nacque a Firenze il 23 dicembre 1582, dove fu battezzato con il nome di Luca. A soli dieci anni entrò nella comunità benedettina dei monaci di Vallombrosa. Qui nel 1595 prese l'abito col nome di Severo; dopo aver ricevuto via via gli ordini minori, il 2 maggio 1599 divenne padre professo. Il 24 febbraio 1601 fu inviato all'abbazia di Passignano. All'interno delle comunità monastiche del suo ordine poté studiare l'organo e il canto gregoriano, e dovette avere anche i primi rudimenti della composizione. Ritornato a Firenze nel monastero di Santa Trinita, poté perfezionare la sua formazione musicale, studiando con Giulio Caccini ed entrando in contatto con i migliori musicisti attivi nella città. Nel 1607 diede alle stampe la sua prima raccolta, Madrigali e canzonette spirituali per cantare a voce sola. Affermatosi come uno dei più rappresentativi compositori del nuove stile recitativo, fu ammesso nell'Accademia degli Elevati, e frequentò gli ambienti aristocratici fiorentini. In casa di Marcantonio e Orazio Magalotti fu eseguito il suo Lamento d'Arianna, su testo di Ottavio Rinuccini, che Bonini diede poi alle stampe nel 1613. Nel 1613 fu trasferito nell'abbazia di S. Mercuriale a Forlì, dove visse per ventisette anni, svolgendo l'incarico di organista e ricoprendo varie cariche all'interno della comunità.
Nel 1640 ritornò a vivere a Firenze in S. Trinita, dove nel 1642 ebbe la carica di maestro di cappella della chiesa annessa al monastero, e dal 1646, anche quella di organista. Morì a Firenze il 5 dicembre 1663.
La notorietà di Severo Bonini è legata al suo trattato di carattere storico-critico Discorsi e regole sopra la musica et il contrappunto, databile agli anni 1646-1648, oggi conservato a Firenze nella Biblioteca Riccardiana (Ms. 2218). Nel trattato, condotto in forma di dialogo tra Don Severo (overo l'autore stesso) e il suo giovane amico Filareto, viene esaltata la nobiltà della musica, non solo sacra ma anche profana, sostenenendo che la «moderna musica è più perfetta dell'antica». Secondo l'autore, gli «effetti e miracoloni lasciati scritti dagli antichi e moderni autori, come tante favole ed effetti d'arte magica», sono infatti messi in ombra dalla perfezione raggiunta dai migliori compositori come pure dagli esecutori, vocali e strumentali, del tempo. Le citazioni del testo di Bonini spaziano dalla Bibbia alla mitologia, dai classici della patristica fino alla trattatistica teorico-pratica del Cinquecento di autori quali Zarlino e Galilei, e compositori quali Palestrina e Soriano.
Ancora più interessanti sono le testimonianze che Bonini offre su diversi musicisti suoi contemporanei che nella maggior parte dei casi aveva potuto ascoltare di persona a Firenze o in altri luoghi. Nel trattato vengono riportati anche interessanti episodi della carriera artistica di personalità del tempo, come Giulio Caccini e sua figlia Settimia, Girolamo Frescobaldi, dei compositori Marco da Gagliano e Filippo Vitali, dell'attrice e cantante Virginia Ramponi Andreini detta Florinda, prima interprete dell'Arianna di Monteverdi, e di numerosi virtuosi di liuto, tiorba, arpa, clavicembalo e organo.
Leila Galleni Luisi, Introduzione, in Discorsi e regole sopra la musica di Severo Bonini, edizione moderna a cura di Leila Galleni Luisi, Cremona, Fondazione Claudio Monteverdi, 1975, pp. 11-24.
Leila Galleni, Bonini, Severo, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 12, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1971