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Concerti per organo e orchestra op. 7

Compositore: Händel Georg Friedrich

Strumenti: Organo Orchestra

Tags: Concerto

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Concerto No.1 in B PDF 1 MBConcerto No.2 in A major, HWV 307 PDF 1 MBConcerto No.3 in B PDF 1 MBConcerto No.4 in D minor, HWV 309 PDF 0 MBConcerto No.5 in G minor, HWV 310 PDF 0 MBConcerto No.6 in B PDF 0 MB
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Parti per:

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Arrangiamenti:

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Complete. Organo + Pianoforte (VitalyGR)

Altri

Complete. Corno + A quattro mani (Thomas, Gustav Adolf)
Wikipedia
«Si può dire che Händel, nello specifico, non sia facilmente superato da nessuno nella sua bravura all'organo, se non forse da Bach di Lipsia.»
Con l'espressione concerti per organo e orchestra op. 7 HWV 306-311 ci si riferisce a una raccolta di sei composizioni di Georg Friedrich Händel, scritte a Londra fra il 1740 e il 1751 e pubblicate postume nel 1761 dall'editore John Walsh. I concerti vennero composti come interludio durante la rappresentazione degli oratori.
I sei concerti per organo e orchestra vennero pubblicati da John Walsh nel 1761, dopo la morte di Händel, come opus 7 del defunto compositore. Scritti per rendere piacevole l'attesa durante gli intervalli degli oratori, Händel utilizzò l'organo, strumento fino ad allora relegato al mero servizio liturgico, per fargli assumere un carattere nuovo, più mondano e brillante. A differenza dei concerti per organo dell'opus 4, composti probabilmente per essere eseguiti su organi di piccole dimensioni, alcuni concerti dell'opus 7 necessitano di strumenti più grandi.
«Un tocco fine e delicato, dita volanti e una brillante esecuzione dei passaggi più difficili: queste sono le lodi comunemente riconosciute ai buoni musicisti. Non sono state notate in Händel, le cui eccellenze erano di un genere di gran lunga superiore. La sua sorprendente padronanza dello strumento, la pienezza della sua armonia, la grandezza e la dignità del suo stile, la copiosità della sua immaginazione e la fertilità della sua invenzione sono state le qualità che hanno fatto dimenticare ogni musicista inferiore a lui. Quando eseguiva un concerto per organo, normalmente il suo metodo (di Händel) era quello di cominciare coi principali suonando un movimento in stile di voluntary che soggiogava l'orecchio col suo incedere lento e solenne. Grande cura aveva dell'armonia, che era espressa nella maggior pienezza possibile. I passaggi erano concatenati con arte stupenda, sì da conferire al tutto una perfetta intelligibilità, ma dando nello stesso tempo un'impressione di grande semplicità. A questo tipo di preludio seguiva il concerto vero e proprio, eseguito con uno spirito e con una sicurezza che nessuno ha mai provato a eguagliare.»
La prima esecuzione avvenne su un organo a due manuali presso il Lincoln's Inn Fields Theatre di Londra. Questo concerto è l'unico della serie con una parte autonoma per la pedaliera. Si tratta di una composizione più grande e maestosa rispetto ai concerti d'organo dell'opus 4, composti probabilmente per essere eseguiti su organi di piccole dimensioni.
Il primo e il secondo movimento formano insieme una ciaccona, dove l'organo esegue una serie di variazioni. C'è un basso ispirato a quello della ciaccona anche nel successivo movimento, il largo, che viene seguito da una brillante bourrée. Il primo movimento, inoltre, contiene un arrangiamento della celeberrima passacaglia tratta dalla suite per clavicembalo HWV 432.
Più lirico e più piccolo rispetto al precedente, questo concerto consta del terzo movimento non scritto, ma da improvvisare sul momento. Il quarto movimento è basato su La Coquette, tratta dalla sesta suite dei Componimenti musicali di Gottlieb Muffat.
Composizione di grandi dimensioni, il primo movimento di questo concerto è basato sul celeberrimo Halleluja tratto dall'oratorio Messiah. Il secondo movimento, adagio e fuga, non è scritto, ma è da improvvisare sul momento.
Il concerto inizia con un adagio ricco di passaggi alternati fra violoncello, fagotto e organo. Il secondo movimento è preso in prestito dalla Tafelmusik di Georg Philipp Telemann, mentre l'ultimo movimento deriva dal proprio concerto op. 3 num. 6. Il terzo movimento non è scritto, ma è da improvvisare sul momento.
Nel primo movimento, vigorosi passaggi del tutti all'unisono si alternano con complessi passaggi cromatici per l'organo solista. Un adagio da improvvisare porta al successivo larghetto, con una serie di variazioni sopra un basso ostinato. Concludono la composizione un minuetto e una gavotta, quest'ultima aggiunta da John Christopher Smith. Il primo movimento contiene materiale tematico derivante dalla triosonata op. 2 num. 1 e num. 8. La gavotta è un arrangiamento dal concerto per organo e orchestra op. 4 num. 3.
Questo concerto, con richiami vivaldiani nello stile, consta di tre movimenti, con il secondo non scritto, ma da improvvisare sul momento. Il terzo movimento contiene una sezione da improvvisare.
Benché una versione completa dei concerti per organo e orchestra op. 4 venne pubblicata nel 1738, molti dei concerti della postuma op. 7 includono movimenti mancanti, che l'esecutore, dando prova di notevole maestria, deve improvvisare sul momento. Nel caso del concerto HWV 306, Händel incluse un arrangiamento della famosa passacaglia tratta dalla suite per clavicembalo HWV 432. Lo spartito del concerto per organo indica che la passacaglia debba essere in gran parte eseguita, ma a un certo punto appare l'annotazione ad libitum (latino: a piacere), lasciando all'esecutore la possibilità di continuarla o meno.