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L'incoronazione di Poppea

Compositore: Monteverdi Claudio

Strumenti: Voce Mixed chorus Orchestra

Tags: Opere

#Arrangiamenti

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Complete. Title, Introduction, Dramatis Personae PDF 0 MBComplete. Prologue PDF 1 MBComplete. Act I PDF 8 MBComplete. Act II PDF 7 MBComplete. Act III PDF 5 MBComplete. Appendix PDF 2 MB
Complete. Prologue PDF 2 MBComplete. Act I PDF 12 MBComplete. Act II PDF 3 MBComplete. Act III PDF 7 MB
Selections. Complete Score PDF 4 MBSelections. Complete Score PDF 5 MB
Selections. Pur ti miro (Act III, sc.8d) - vocal parts PDF 0 MB
Selections. Pur ti miro (Act III, sc.8d) PDF 0 MB
Complete. Prologue PDF 16 MB
Selections. Aria of Ottone: E pur'io torno (Act I, Scene I) PDF 1 MB

Arrangiamenti:

Altri

Duetto: Pur ti miro. Pianoforte (Delucchi, Emanuele)Pur ti miro (Act III, sc.8d). Clarinetto basso + Clarinetto(3) (Daniel Lloret)
Wikipedia
L'incoronazione di Poppea è un dramma per musica di Claudio Monteverdi, anche se, probabilmente, fu aiutato da alcuni collaboratori più giovani (Benedetto Ferrari, Filiberto Laurenzi) a comporre la musica dell'opera. Il libretto è di Gian Francesco Busenello.
Andò in scena nel 1643 al Teatro Santi Giovanni e Paolo di Venezia, con Anna Renzi e Baldassarre Ferri.
Nel prologo, Amore afferma la sua autorità su Virtù e Fortuna, affermando che egli stesso muove il mondo e i suoi sconvolgimenti politici. L'opera stessa ne è un esempio.
Ottone, sotto la finestra di Poppea, spera di rivedere l'amata (E pur io torno qui), ma, scorgendo due guardie di Nerone addormentate, scopre che Poppea è amante dell'imperatore, e fugge disperato. Le due guardie si svegliano e maledicono l'amore tra Poppea e Nerone. Anche i due amanti si svegliano, e Nerone promette a Poppea che troverà un pretesto per divorziare da Ottavia. Ottavia è afflitta dal tradimento di Nerone (Disprezzata regina), marito fedifrago e uccisore di metà della sua famiglia, e invano viene consolata da Seneca e dalla sua nutrice. Pallade Atena appare al filosofo, e gli predice la prossima fine. Nerone confida a Seneca di voler ripudiare Ottavia per sposare Poppea, e Seneca lo rimprovera per la sua relazione extraconiugale. Uscito il filosofo, Poppea chiede all'amato la morte di Seneca. Ottone rimprovera l'ormai ex amante di infedeltà, e cerca consolazione con Drusilla, una donna innamorata di lui.
Dopo Pallade, anche Mercurio appare a Seneca predicendogli la prossima fine: e, infatti, sopraggiunge un liberto che gli ordina di suicidarsi, su comando dell'imperatore Nerone. Seneca si congeda dalla sua famiglia (Amici, è giunta l'ora), che si dispera per la sua morte, e si taglia le vene. Dopo il suicidio di Seneca, nella reggia Nerone festeggia con il poeta Lucano (Or che Seneca è morto), ma Ottavia dapprima chiede ad Ottone di uccidere Poppea, e di fronte ai suoi rifiuti arriva a minacciarlo. Ottone obbedisce, e chiede a Drusilla i suoi vestiti per introdursi più facilmente negli appartamenti di Poppea. Negli appartamenti di Poppea, la donna esulta per la morte del vecchio filosofo e per la sua prossima ascesa al trono, e si addormenta, vegliata dalla fidata nutrice Arnalta (Oblivion soave). Entra Ottone, pronto a uccidere la traditrice, ma interviene Amore in persona, che risveglia Poppea e Arnalta: la nutrice ordina ai servi di inseguire quella che sembra Drusilla, mentre Amore esulta per aver salvato la sua protetta
Drusilla attende il ritorno di Ottone, prefigurando la morte della rivale (O felice Drusilla), ma viene raggiunta dai littori, guidati da Arnalta, che la conducono al cospetto dell'imperatore, con l'accusa di aver attentato alla vita di Poppea. Drusilla si assume tutte le responsabilità, per difendere l'amato, ma anche Ottone, di fronte a Nerone, afferma di aver agito senza l'aiuto di Drusilla, per ordine di Ottavia. Nerone, che finalmente ha trovato un pretesto per ripudiare la moglie, manda in esilio i due amanti e rassicura Poppea sulle sorti dell'ormai ex moglie. Ottavia viene imbarcata su una nave durante un naufragio, e dà il suo addio a Roma (Addio, Roma), mentre la nutrice Arnalta esulta per l'incoronazione della pupilla. Il popolo acclama la nuova imperatrice, e l'opera si chiude con un duetto tra i due novelli sposi (Pur ti miro - Pur ti godo).