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Peer Gynt

Compositore: Grieg Edvard

Strumenti: Voce Mixed chorus Orchestra

Tags: Musiche di scena

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Solveigs vuggevise / Solvejgs Wiegenlied / Solveig's Lullaby (Act 5, No.28). Complete Score PDF 0 MBSolveigs vuggevise / Solvejgs Wiegenlied / Solveig's Lullaby (Act 5, No.28). Complete Score (transposed down to C major) PDF 0 MB

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Wikipedia
Peer Gynt (pronuncia norvegese [peːr ˈɡʏnt]) è un poema drammatico in cinque atti del drammaturgo norvegese Henrik Ibsen, scritto nel 1867 e rappresentato per la prima volta a Oslo (a quell'epoca chiamata Christiania) il 24 febbraio 1876, con le musiche di scena di Edvard Grieg.
Ibsen scrisse Peer Gynt mentre era in viaggio tra Roma, Ischia e Sorrento. Fu pubblicato a Copenaghen il 14 novembre 1867. Questa prima edizione ebbe una tiratura di 1250 copie e fu seguita da una ristampa di 2000 copie dopo solo 14 giorni. Ad alimentare le vendite era stato anche il successo di Brand, il dramma precedente di Ibsen.
A differenza di altre opere di Ibsen, Peer Gynt è scritto in versi. Si tratta, d'altronde, di un dramma destinato alla lettura, non a essere rappresentato sul palcoscenico. Le difficoltà dovute ai rapidi e frequenti cambi di scena (compreso un intero atto che si svolge nell'oscurità assoluta) lo rendono comunque di difficile rappresentazione. L'ambientazione fantastica ne fa un lavoro lontano dal realismo "naturalista" delle opere della maturità di Ibsen.
Peer Gynt è il figlio di Jon Gynt, uomo un tempo ricco e rispettato. Diventato un ubriacone e perso tutto il suo denaro, Jon lascia Peer e sua madre. Peer vuole recuperare l'onore e le ricchezze che il padre ha dilapidato, ma si perde spesso in sogni a occhi aperti e si trascina per la maggior parte del tempo senza far nulla. Viene coinvolto in una rissa e diventa un fuorilegge. Quindi fugge dal suo paese e durante la fuga incontra prima tre giovani vedove e poi una donna vestita di verde, la figlia del re dei troll, che lo vuole sposare.
Solveig (o Solvejg), che Peer aveva incontrato a un matrimonio e di cui si era innamorato, lo raggiunge presso la capanna di lui nella foresta per vivere insieme, ma Peer la lascia e si mette in viaggio. Rimane lontano per diversi anni, calandosi in diversi ruoli e occupazioni, incluso quello di uomo d'affari impegnato in una spedizione sulle coste del Marocco. Vaga attraverso il deserto, passa il Memnone e la Sfinge, diventa anche un capo beduino e un profeta. Prova a sedurre Anitra, figlia di un beduino, e finisce segregato in un manicomio al Cairo, dove viene salutato come imperatore. Infine, ormai vecchio, sulla strada di ritorno a casa fa naufragio. Tra i passeggeri incontra il Passeggero Sconosciuto (considerato da alcuni studiosi il fantasma di Lord Byron) che vuole usare il cadavere di Peer per scoprire dove si trovano i sogni.
Tornato a casa in Norvegia, Peer Gynt assiste al funerale di un compaesano e partecipa a un'asta, dove vende tutto ciò che possiede della sua vita precedente. Peer incontra il Fonditore di bottoni, il quale sostiene che l'anima di Peer deve finire nel crogiolo di un fonditore insieme ad altri oggetti fusi mal riusciti se Peer non è in grado di dire quando, nel corso della propria vita, è stato “se stesso”. Peer incontra anche un personaggio chiamato l'Uomo Magro (probabilmente il Diavolo), il quale crede che Peer non sia un vero peccatore, un peccatore da mandare all'inferno.
Peer, molto confuso, finalmente raggiunge Solveig, che lo aveva aspettato nella capanna da quando lui se n'era andato. Solveig sostiene che Peer è sempre stato se stesso nella fede, speranza e amore che lei prova da sempre per lui. Grazie all'amore di Solveig, Peer viene finalmente liberato.
Quando, dopo alcuni anni, decise di portare il Peer Gynt sulle scene teatrali, Ibsen chiese a Edvard Grieg di comporre le musiche di scena. Dal momento che allestire i lavori più lunghi di Ibsen, come appunto Peer Gynt, è estremamente difficile e considerato il successo delle musiche di scena di Grieg, la partitura musicale cominciò a vivere indipendentemente dal dramma. Tanto più che oltre dieci anni più tardi, dalla partitura teatrale (op. 23) Grieg decise di ricavare due suite sinfoniche di quattro episodi ciascuna (op. 46 e 55), che diventarono le sue composizioni più popolari. Solo la prima delle due canzoni di Solveig fu inserita nelle suite, affidandone la melodia ai violini.
Lo stesso Grieg realizzò una riduzione pianistica delle due suite. La canzone di Solveig fu inserita anche nei pezzi per pianoforte op. 52, una raccolta di trascrizioni di lieder. Il suo incipit ha però un'origine più lontana, in quanto proviene dalla canzone popolare norvegese Jeg lagde mig så silde, che lo stesso Grieg trascrisse sia per voce sia per pianoforte.
Alcune parti delle suite, specialmente «Il mattino», «Nell'antro del re della montagna» (ben descritto come il can-can dei troll) e l'elegia per archi «La morte di Åse», sono state spesso impiegate nel cinema. Il motivetto fischiettato dal protagonista di M - Il mostro di Düsseldorf di Fritz Lang è proprio «Nell'antro del re della montagna» (anche se nella versione italiana risulta 'storpiato'), presente anche nella versione cinematografica di Akira Kurosawa dell'Idiota di Dostoevskij (1951), nel film di Woody Allen Scoop (2006), nella scena del radar di Rat Race (2001), nel film del 2011 Hanna, nonché utilizzato come sottofondo musicale nella scena della gara di canottaggio di The Social Network di David Fincher, in alcune scene di L'uomo, la donna e la bestia di Alberto Cavallone e nella pubblicità.
Infine, la musica di «Nell'antro del re della montagna» diviene la «Canzone del Perfido» intonata da Gambadilegno/Capitano Pietro nel cartone animato Topolino, Paperino, Pippo: I tre moschettieri.
«Nell'antro del re della montagna» è stato arrangiato dal gruppo metal Savatage (Hall of the Mountain King) e dal gruppo Hard Rock Rainbow nell'album Stranger in Us All, dalla E.L.O. (Electric Light Orchestra), nonché nelle ultime battute del primo album da solista di Rick Wakeman intitolato Journey to the Centre of the Earth. In Italia, il gruppo progressive rock "Buon Vecchio Charlie" ha utilizzato parte del brano in "Venite giù al fiume", presente nell'album eponimo della band.
Il tema principale della Canzone di Solveig è inoltre stato utilizzato dal gruppo Power Metal Kamelot nel brano Forever dell'album Karma.