Compositori
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Pietro Raimondi

Mixed chorus
Organo
Voce
Soprano
Alto
Tenore
Basso
Fuga
per popolarità
2 Fughe dissimili in una4 Fughe in una dissimili nel modo
Wikipedia
Pietro Raimondi (Roma, 20 dicembre 1786 – Roma, 30 ottobre 1853) è stato un compositore italiano.
Allievo del Conservatorio della Pietà dei Turchini a Napoli, studiò canto e accompagnamento dei partimenti col Labarbera, nel contrappunto e nella composizione ebbe come maestro Giacomo Tritto.
— Dopo sei anni di studio ritornò a Roma cercando lavoro, ma le non agiate condizioni economiche lo costrinsero a spostarsi a Firenze da sua zia e a Genova dove viveva sua madre. In quest'ultima città iniziò come maestro, insegnante e compositore; fu qui che rappresentò per la prima volta l'opera buffa La Bizzarria d'amore (1807).
Viaggiò per diversi anni l'Italia per mettere in scena le sue opere. Dal 1816 al 1820 fu maestro di cappella della città di Acireale. — Nel 1820 incontrò a Napoli Gioachino Rossini, invitato per eseguire la sua Messa di Gloria: recenti studi musicologici, basati su elementi storici e stilistici, hanno stabilito che la fuga conclusiva (Cum Sancto spiritu) sia in realtà opera di Raimondi.
Nel 1824 ebbe la nomina di direttore dei RR. teatri di Napoli e l'anno dopo successe al Tritto nel posto di maestro di composizione al R. Collegio di musica della stessa città. In questo periodo Vincenzo Bellini prese da lui alcune lezioni.
— Dal 1833 al 1852 fu professore di contrappunto al Conservatorio del Buon Pastore e direttore del teatro Carolino di Palermo, ma è noto che nel 1836, in seguito alla morte di Antonín Reicha, fece domanda alla cattedra di armonia e contrappunto del Conservatorio di Parigi. Un ritardo postale di quattro giorni, come si deduce dalla lettera inviatagli da un dispiaciuto Luigi Cherubini, impedì la sua eventuale candidatura.
— Il 12 dicembre 1852 succedette al Basily nel posto di maestro di cappella di S. Pietro in Roma. L'estate dello stesso anno, al Teatro Argentina, era stata eseguita la sua opera più imponente, l'oratorio Giuseppe, il quale consisteva in realtà di tre lavori separati da eseguirsi prima singolarmente, poi contemporaneamente. Occorsero in tutto 430 esecutori, fra orchestrali e coristi. L'esecuzione di questo opus unicum ebbe una certa risonanza internazionale, tanto che nell'estate del 1853 Franz Liszt, il quale definì il Raimondi "maestro dei maestri nell'arte del contrappunto", si disse disponibile ad eseguirlo in Germania: ma la morte di Raimondi pochi mesi dopo ne impedì il progetto.
È autore di 62 opere teatrali, tra cui:
Scrisse cinque oratori, tra cui.
Cantate:
Balletto:
Messe con orchestra;